Si e' scoperto da recenti scavi archeologici che in frazione di Breolungi nell'età del bronzo risedettero insediamenti di bagienni, una popolazione che i romani sottomisero nel II secolo a.c ma che si riusci' ad integrare perfettamente.
Tra il III e il IV secolo si diffuse il cristianesimo e si vennero a costituire nel Piemonte le prime diocesi.
Sucessivamente all'arrivo dei franchi e longobardi spesso molto violenti fu la volta dei Saraceni, provenienti dalla Provenza che martirizzarono San Bernulfo e a lui fu poi dedicata l'antica cappella di Mondovi'.
Mondovi' nacque su un colle e inglobo' sin da subito persone provenienti dai paesi limitrofi (Vico, Vasco, Carassone, Bredulo, Sant'Albano) i quali formarono una comunità libera, il primo documento che conferma la presenza di una comunità all'interno di Mondovi risale al 27 ottobre 1198, nel quale il vescovo Bonifacio di Asti, concede il feudo di San Michele al marchese di Ceva con l'intento di muovere guerra agli uomini che abitavano sul Monte.
Fra il 1199 e il 1200 il Comune di Mondovi e' costretto alla resa e alla stipula di un accordo di pace in cui veniva dichiarata la supremazia del marchese di Ceva.
La comunità si estese fin da subito anche alla base del colle con alcuni insediamneti che diedero poi vita ai rioni di Mondovì: Piandellavalle intorno al Priorato benedettino di Sant'Arnulfo, Carassone vicino alla chiesa di San Giovanni in Lupazanio, Borgheletto all'inizio dell'attuale Breo verso il ponte delle Ripe, 'la Nova' intorno alla scomparsa chiesa di Santa Maria Nova a metà collina.
In seguito il vescovo di Asti tramite un atto formale datato 20 ottobre 1233 nomina e riconosce l'indipendenza della comunità. La debolezza, soprattutto militare, di Mondovì non consentì però di mantenere questa autonomia, fu così che si assoggettò agli Angiò (1260-75, 1305-47, 1356-66), ai Savoia-Acaja (1347), ai Visconti (1347-56, 1366-68), al marchese di Monferrato (1356, 1369-96).
Nel 1415 furono redatti gli Statuta Civitatis Montisregalis , gli Statuti della città con lo scopo di stabilire regole per il governo e la vita civica, anche in relazione a Casa Savoia. È a partire da questi anni e soprattutto nel XVI secolo che Mondovì ebbe un' importante sviluppo divenendo la città più popolosa del Piemonte. Nacque e si diffuse l'arte della stampa, in contemporanea si realizzò lo sviluppo urbanistico ed economico della parte bassa della città lungo il torrente Ellero (i borghi di Ripe, Breo, Piandellavalle, Borgato, Rinchiuso). Mondovì acquisi' con il tempo notorietà all'interno del Regno Sabaudo, nel 1560-61 la città divenne sede dello Studio Generale, l'allora Università, che tuttavia, dopo una dura contesa legale, già nel 1566 tornò a Torino, anche se fino al 1719 rimase a Mondovì la facoltà di assegnare il diploma di laurea.